| Nell'incertezza generale, le
banche rimangono nell'occhio del ciclone, al governo e` battaglia
continua e le associazioni dei consumatori si prendono tutti i
meriti
La Banca Nazionale del Lavoro ha messo da ieri a
disposizione della propria clientela un servizio telefonico gratuito
volto a fornire informazioni, chiarimenti e aggiornamenti sui temi
dell'anatocismo bancario e degli interessi sui mutui.
Al numero verde 800.900.550 risponderanno, per i
prossimi tre mesi, 20 persone formate su questi specifici temi e
continuamente aggiornate sulle evoluzioni normative. Il servizio e`
attivo dalle 10 alle 18 dal lunedi` al venerdi`, e sembra che abbia
gia` ricevuto numerose chiamate da parte dei clienti BNL.
La vicenda e` partita da due sentenze (la n. 14899
e n. 5286/2000) con le quale la Cassazione ha stabilito la nullita`
delle clausole dei contratti bancari riguardanti i mutui a tasso
fisso stipulati tra il 1975 e 1996, anno dell'entrata in vigore
della legge sull'usura; secondo queste sentenze tutti i mutui a
tasso fisso che superano la soglia del 9.95% (6.63% aumentato della
meta`) sono da considerarsi usurari; il recente decreto ministeriale
del 20 dicembre 2000, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale, ha modificato i tassi per il periodo 1 gennaio - 31 marzo
2001, portando la soglia usura al 10,4%.
Il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio,
ha quantificato in 50.000 miliardi di lire l'onere che le banche
dovrebbero accollarsi: il che significa, visto dal punto di vista
dei mutuatari, che finora le banche italiane hanno lucrato circa
50.000 miliardi di lire in tassi usurari.
Dal governo continuano a rimbalzare notizie
contrastanti, a partire da quella che due giorni fa dava per certo
che la tutto si sarebbe risolta, a favore delle banche, con un
emendamento alla Finanziaria; alla smentita di ieri, dove a chiare
lettere si precisa che la finanziaria 2001 non conterra` nessuna
misura per risolvere la questione dei mutui bancari a tasso fisso
diventati usurari dopo la sentenza della Corte di
Cassazione.
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